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Reddito di cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza (RdC) è una misura di reinserimento attivo al lavoro, che ha l’obiettivo di aumentare l’occupazione migliorando l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, di contrastare la povertà e le diseguaglianze.
Nella sua funzione di contrasto alla povertà, la misura include anche la Pensione di Cittadinanza (PdC) che viene riconosciuta ai nuclei familiari composti a uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni e da persone con disabilità grave (indipendentemente dall’età).

Il RdC può essere chiesto: dai cittadini italiani o di Paesi UE, familiari di un cittadino italiano o dell’UE, cittadini di paesi terzi extra-UE in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo oppure titolari di protezione internazionale. Il richiedente deve essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo.

Per accedere al RdC occorre soddisfare i requisiti richiesti dalla normativa che riguardano il valore dell’ISEE e il valore di redditi, patrimoni mobiliari e immobiliari del nucleo familiare, oltre all’eventuale possesso o detenzione di auto, moto o imbarcazioni.

La domanda può essere presentata dal cittadino tramite il CAAF convenzionato con l’INPS o il Patronato INCA CGIL, direttamente on line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali oppure in modalità cartacea alle Poste Italiane o ancora tramite il sito INPS.

L’importo del RdC o della PdC varia in base ai componenti il nucleo familiare ai fini ISEE e al reddito. In caso di accoglimento della domanda, pena decadenza dal beneficio, tutti i componenti il nucleo devono rendere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

L'Inps nel messaggio n. 3627/2020 dà il via libera alle domande di rinnovo del RdC. Chi ha intascato il sussidio dalla prima erogazione (aprile 2019) può, a partire dal mese di ottobre, presentare la domanda per il rinnovo del beneficio scaduto a settembre, che riprenderà a decorrere da novembre. Negli altri casi il rinnovo va richiesto a partire dal mese successivo a quello di scadenza del sussidio, cioè durante il mese di stop all'erogazione (il 19° mese) fissato tra il primo e il secondo periodo di erogazione

Inoltre, si ricorda che il beneficiario del RdC, per continuare a usufruire della misura, deve, inoltre:

  • presentare una nuova DSU per ISEE ordinario alla scadenza di quella valida al momento della presentazione della domanda. Vista che la scadenza dell’attestazione ISEE è fissata per legge al 31 dicembre dell’anno di sottoscrizione della DSU, per poter continuare a percepire il beneficio RdC detti beneficiari devono, a partire dal 1° gennaio 2021, presentare la DSU 2021;
  • presentare una dichiarazione ISEE aggiornata, in caso di variazioni nella composizione del nucleo familiare, rispetto a quanto dichiarato a fini ISEE, entro due mesi dall’evento, pena decadenza. Se la variazione è diversa da una nascita o da un decesso, occorrerà presentare una nuova domanda.

NOVITA’ 2021:

Il D.L .n. 41/2021 “Decreto Sostegni”, oltre all’incremento di 1 miliardo di euro delle risorse destinate a finanziare il reddito di cittadinanza, per il solo anno 2021 ha previsto il mantenimento del beneficio RdC nel caso in cui i componenti del nucleo familiare stipulino uno o più contratti a termine, a patto che il valore del reddito familiare risulti comunque pari o inferiore a € 10.000. In tale caso è prevista l’attivazione della sospensione dell’assegno nel termine massimo di sei mesi e alla fine del periodo di lavoro non si devono riavviare le pratiche per la riattivazione del beneficio.

 

Aggiornato il 12 aprile 2021