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Modello 730

NOVITA’: LE SPESE DETRAIBILI AL 19% PAGATE CON STRUMENTI TRACCIABILI

La detrazione del 19% per le spese sostenute a partire dal 2020 spetta solo se il pagamento è stato effettuato con bonifico bancario o postale, utilizzo di carte di credito/debito, assegni, bancomat; ad eccezione delle spese per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, delle spese per prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). 

Per i cittadini “persone fisiche” sono previste due modalità per presentare la dichiarazione dei redditi: compilando il modello 730 o il modello REDDITI.
Il modello 730, dedicato principalmente ai lavoratori dipendenti e pensionati, si inserisce nel quadro dell’assistenza fiscale. Presenta particolari vantaggi in quanto:

  • il contribuente non deve eseguire calcoli;
  • in caso di risultato a credito il rimborso viene liquidato direttamente sulla prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione dell’imposta;
  • in caso di risultato a debito gli importi vengono trattenuti direttamente sulla prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione dell’imposta.

Gli enti pensionistici effettuano i conguagli a partire dal secondo mese successivo a quello di ricevimento del prospetto di liquidazione.

CHI PUÒ PRESENTARE IL 730
Possono utilizzare il modello 730 i contribuenti che devono dichiarare: redditi di lavoro dipendente e/o assimilati, redditi dei terreni e dei fabbricati, redditi di capitale, redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA.  

Può essere presentato:

  • in forma congiunta da uno dei due coniugi; 
  • per conto delle persone incapaci, compresi i minori; 
  • dagli eredi di persone decedute nel 2020 o entro il 30 settembre 2021;
  • dai lavoratori che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (ad esempio i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità, coloro che percepiscono la disoccupazione); 
  • dai lavoratori dipendenti a tempo determinato inferiore all’anno, se il rapporto di lavoro è in corso dal mese di presentazione del 730 al terzo mese successivo (ad esempio: presentazione nel mese di luglio, rapporto di lavoro da luglio 2021 a ottobre 2021);
  • dai “precari” della scuola, se il loro contratto dura almeno dal mese di settembre al mese di giugno dell’anno successivo.

CHI NON PUÒ PRESENTARE IL 730
Non possono utilizzare il modello 730 e devono quindi presentare il modello REDDITI i contribuenti che:

  • devono dichiarare redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione o redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;
  • devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP, sostituti d’imposta modello 770;
  • non sono residenti in Italia nel 2021 e nel 2020;
  • altre situazioni reddituali, più dettagliatamente precisate nelle istruzioni 730.

Il modello 730 può essere presentato anche da coloro che non hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), tenuto ad effettuare le operazioni di conguaglio, a condizione che nell'anno d’imposta precedente (2020) abbiano percepito redditi di lavoro dipendente e solo alcuni redditi assimilati al lavoro dipendente. Si tratta ad esempio di collaboratori domestici, badanti, giardinieri, lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro o disoccupati che non percepiscono l’indennità di disoccupazione al momento della presentazione del 730 e per i tre mesi successivi.

L’eventuale credito verrà rimborsato direttamente dall'Agenzia delle entrate, che invierà un mandato di pagamento da incassare presso qualsiasi ufficio postale oppure provvederà ad accreditare il rimborso direttamente sul conto corrente, se il contribuente ha fornito all'Agenzia delle entrate le coordinate del suo conto corrente bancario o postale personale. L’eventuale debito dovrà essere invece versato autonomamente dal contribuente con delega F24 entro la scadenza di pagamento.

QUANDO IL RIMBORSO VIENE EROGATO DALL'AGENZIA DELLE ENTRATE
Nel caso di rimborsi di importo superiore a 4.000 euro o di dichiarazioni che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri stabiliti dall'Amministrazione finanziaria, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi, anche mediante la verifica della documentazione. Il rimborso spettante sarà erogato, anziché dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico, direttamente dall'Agenzia delle entrate al termine delle operazioni del controllo preventivo. In quest’ultimo caso il rimborso avviene entro il sesto mese successivo al termine stabilito per la trasmissione del 730 oppure dalla data della trasmissione, qualora quest’ultima sia successiva al termine.

IL 730 PRECOMPILATO
Il 730 precompilato è reso disponibile dall'Agenzia delle entrate a partire dal 10 maggio.

L’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei titolari di lavoro dipendente e di pensione il 730 precompilato. È definito “precompilato” in quanto nello stesso sono presenti solo alcuni dati conosciuti all'Agenzia: i redditi da lavoro e/o pensione certificati dalla CU 2020, solo alcune spese detraibili come i premi pagati per assicurazioni sulla vita e/o infortuni, le spese sanitarie, solo alcune spese deducibili quali ad esempio i contributi versati per i collaboratori domestici.

Il contribuente che si rivolge al CAAF per la presentazione del 730 è tenuto a sottoscrivere una delega con la quale autorizza o non autorizza il CAAF alla consultazione dei dati presenti nel 730 precompilato dall'Agenzia.

La consultazione dei dati del precompilato è utile in quanto dal confronto con il 730 predisposto dal CAAF è possibile rilevare eventuali redditi o spese detraibili/deducibili non presentate dal contribuente nel corso del colloquio con l’operatore.

IL 730 PRESENTATO AL CAAF
Il CAAF verifica la conformità tra i dati che ha inserito nel 730 e quelli risultanti dalla documentazione esibita dal contribuente: questa attività di controllo viene definita visto di conformità”.

Per questo motivo il contribuente che si affida al CAAF per compilare o presentare il 730 è tenuto ad esibire al CAAF tutta la documentazione, indipendentemente dall'autorizzazione a consultare il 730 precompilato.

E’ tenuto ad esibire i documenti riferiti all'anno d’imposta 2020 comprovanti, ad esempio, redditi e ritenute (CU), spese detraibili e/o deducibili, acconti, eccedenze o crediti d’imposta, atti di acquisto e di stipula dei mutui ipotecari, ecc..

Se il contribuente autorizza il CAAF al prelievo del 730 precompilato, ha una tutela in più in quanto il CAAF confronta i dati forniti dal contribuente con quelli riscontrati nel precompilato segnalando al contribuente eventuali incongruenze. Attraverso questo controllo, oltre ad archiviare la documentazione esibita, il CAAF tutela maggiormente il contribuente, evitandogli maggiori imposte, sanzioni e interessi a suo totale carico qualora commettesse eventuali errori o dimenticanze nel presentare autonomamente la dichiarazione dei redditi.

L’Agenzia effettuerà il controllo formale nei confronti del CAAF sulle spese detraibili e deducibili, sulle ritenute/acconti/eccedenze e crediti esposti nel 730. Il CAAF, che ha stipulato una polizza assicurativa per la propria attività di assistenza, risponde delle sanzioni mentre il contribuente sarà tenuto a versare la maggiore imposta dovuta e i relativi interessi. 

Il CAAF provvede a:

  • controllare la documentazione e compilare il 730;
  • effettuare i calcoli delle imposte;
  • presentare la dichiarazione in via telematica all'Agenzia delle entrate che inoltra il risultato contabile al datore di lavoro o ente pensionistico affinché provveda ad effettuare i conguagli.

Il modello 730/2021 può essere presentato al CAAF entro il 30 settembre.

È inoltre possibile presentare al CAAF il 730 integrativo entro il 25 ottobre qualora il contribuente si accorga di essere in possesso di ulteriori elementi che determinano un maggior rimborso rispetto alla precedente dichiarazione presentata.

Aggiornato il 12 aprile 2021