Reddito di cittadinanza, la carica dei 500 mila

Mezzo milione di persone hanno già presentato domanda ai Caf, altri 100 mila appuntamenti fissati per la prima parte di aprile. "Stiamo rispondendo - dicono i coordinatori della Consulta nazionale Bagnoli e Soldini - con la consueta capacità gestionale"

Si è chiusa con la fine di marzo la prima fase della raccolta delle domande relative al reddito di cittadinanza. Dai prossimi giorni l’Inps inizierà il vaglio delle richieste che sono state depositate o prenotate presso i Centri di assistenza fiscale (Caf) dai cittadini italiani: a oggi, sono oltre 600 mila. Le domande incamerate dai Caf sono state presentate da circa 500 mila persone, cui si aggiungono circa 100 mila appuntamenti già fissati dagli sportelli per parte del mese di aprile. La capacità organizzativa dei Centri è stata messa a dura prova e solo l’ultra ventennale esperienza nell’assistenza agli utenti in tutta Italia ha consentito di erogare un servizio preciso e personalizzato e una fruizione dei Centri regolare e ordinata, vista la contemporanea affluenza per tutte le Dsu per l’Isee, richieste per molte altre prestazioni, e la predisposizione della campagna per il modello 730, che partirà tra pochissimi giorni.

Cosa accadrà ora con la conversione del decreto in legge, avvenuta venerdì 29 marzo? “L’introduzione in sede di conversione di nuovi parametri, per alcune tipologie, per l'accesso al reddito di cittadinanza, e la previsione di risorse aggiuntive a favore di determinati nuclei familiari, con particolare riguardo alle famiglie con disabili, ha determinato la necessità da parte dell’Inps di una sostanziale modifica del modello di domanda e del relativo processo di invio telematico”, affermano Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, coordinatori della Consulta nazionale dei Caf: “A questi adeguamenti delle procedure, introdotti in corsa, i Centri di assistenza fiscale stanno rispondendo con la consueta capacità gestionale e, soprattutto, con l’attenzione e il rigore che portano a non penalizzare in alcun modo i cittadini, anche se saranno inevitabili dei disagi per coloro che nei prossimi giorni di rivolgeranno alle nostre strutture”.

Proprio le persone che hanno presentato richiesta per il provvedimento, a nome del proprio nucleo familiare, sono state fotografate in un panel che ne individua gli aspetti numericamente più rilevanti. Complessivamente, nelle dieci città considerate a campione, le domande presentate dai maschi sono il 47 per cento, mentre quelle delle donne il 53. Ai Caf si sono rivolti l’8 per cento di under 30, il 75 per cento di cittadini tra i 30 e i 67 anni, il 17 per cento di potenziali pensionati. Come nella precedente rilevazione, a chiedere il reddito di cittadinanza sono stati il 91 per cento di Italiani (il dato è comprensivo dei cittadini dell’Unione Europea residenti nel nostro Paese) e il 9 per cento di stranieri, anch’essi residenti in Italia.

Nel Nord Italia (Torino, Milano e Venezia come città campione) la suddivisione di genere è pari, con un salomonico 50 per cento. Riguardo l’età, i giovani sono il 5 per cento, le persone fino ai 67 anni il 77 per cento e oltre a quell’età il restante 18. Il dato degli stranieri, rispetto alla media nazionale, sale al 12 per cento, mentre l’88 per cento è rappresentato da cittadini italiani e comunitari.

Nelle aree del Centro (Livorno, Grosseto e Roma) una differenza interessante è data dal numero di domande presentato dalle donne: ben il 58 per cento, a fronte del 42 degli uomini. I richiedenti giovani sono il 4 per cento (il dato più basso del panel), mentre gli over 67 sono il 23, che risulta il dato più alto della rilevazione rispetto all’età. I richiedenti tra i 30 e i 67 anni sono il 73 per cento. Anche il numero degli stranieri risulta essere il più alto: il 18 per cento, a fronte delle domande degli italiani e comunitari all’82.

Nel Mezzogiorno (Napoli, Bari, Cosenza e Palermo) i giovani under 30 che sono andati agli sportelli dei Caf sono l’11 per cento, gli over 67 il 13, mentre il 76 per cento sono le restanti fasce d’età. Di poco prevalgono le domande presentate dalle donne (il 51 per cento, contro il 49 degli uomini), mentre viene confermato il dato più basso del panel relativamente alle richieste inoltrate dagli stranieri: sono solo il 3 per cento, rispetto al 97 di quelle depositate dagli italiani e dai residenti comunitari nel nostro Paese.